La guerra dopo la guerra. “Dieci secondi col diavolo” di Robert Aldrich (1959)

Un film bellico senza guerra, un noir senza crimine, un dramma senza catarsi: Aldrich racconta una Berlino traumatizzata, dove l’eroismo sopravvive solo come impulso di morte
Un primo piano di Jack Palance in "Dieci secondi col diavolo" ("Ten Seconds to Hell", 1959) di Robert Aldrich, qui recensito

Un Aldrich tutt’altro che minore, ma certamente poco considerato. Dieci secondi col diavolo (Ten Seconds to Hell, 1959) offre un notevole impasto di dramma bellico e noir. Seguendo le vicende di un gruppo di artificieri tedeschi nella Berlino distrutta dalla Seconda guerra mondiale, Aldrich ci consegna un cupo affresco in cui l’eroismo è una coazione simile a un impulso di morte. Appena ottenuto dal comando alleato l’incarico di bonificare la città dagli ordigni inesplosi, i sei uomini stringono un patto: metteranno via ogni mese metà della paga, l’ultimo che resterà vivo prenderà tutto. Il leader morale della brigata è Erik Koertner, ex architetto caduto in disgrazia durante il nazismo. Erik incarna un altruismo sofferto, oscuro, incomprensibile agli occhi di Karl Wirtz, presentato come l’altro polo morale del racconto. Wirtz è cinico, beffardo ed egoista. Per Koertner ha coniato un appellativo: “poeta del dolore”.

E in effetti Jack Palance, che interpreta un Koertner puntualmente bardato di nero, conferisce al personaggio una notevole intensità febbrile, la stessa esibita in altri due film di Aldrich, Il grande coltello (1955) e Prima linea (1956). La sua malinconia nervosa contrasta con la fisicità imponente (prima di dedicarsi al cinema fu pugile) e il volto duro e scavato. Del resto, i protagonisti di Dieci secondi col diavolo sono uomini già consunti, individui che la guerra ha socializzato alla morte e per questo incapaci di uscire dal meccanismo di un eroismo chiaramente suicida. Un tempo Koertner costruiva palazzi, ora gli pare inconcepibile riprendere la propria vecchia vita. Come architetto progettava il futuro, una vocazione che esaltava la tensione fisica verso l’alto. Da artificiere, abita gli interstizi cicatriziali di una Berlino che il bianco e nero violentemente contrastato della fotografia di Ernest Laszlo trasforma in uno spazio psichico e morale.

Teatro di una distruzione epocale, la capitale tedesca è il luogo del trauma, una città prigioniera di un tempo sospeso. Le bombe inesplose alludono ai resti non metabolizzati del nazismo e della guerra, sono la metafora di un passato che non cessa di ferire. Alla fine saranno in due, Koertner e Wirtz, ad affrontare l’ultimo ordigno. Nel momento decisivo, Wirtz rimarrà fedele al proprio istinto, ma anche la solidarietà di Koertner, accorso in aiuto del collega, rivelerà i propri limiti. Se Wirtz estremizza la logica competitiva e l’individualismo che emergono dal caos morale del dopoguerra, Koertner non rappresenta una vera alternativa morale: pur avendone l’opportunità, sceglie di non spezzare il circuito dell’annientamento. Il microcosmo maschile chiuso, l’integrità compromessa e la mascolinità come performance sono tratti tipici dell’universo autoriale aldrichiano. Altrettanto tipico è il lavoro di corrosione dei generi, come se un mondo moralmente compromesso non autorizzasse altro se non l’uso di codici espressivi deteriorati. Dieci secondi col diavolo è un film bellico senza guerra, un noir senza delitto, un dramma senza catarsi. L’eroismo è una postura tutta interna alla follia che ha prodotto la devastazione su scala globale. Non è la morte a essergli estranea, ma la redenzione.

Scheda del film

Titolo originale: Ten Seconds to Hell

Paese di produzione: Regno Unito, Stati Uniti d’America, Germania Ovest

Anno: 1959

Data di uscita: 17 luglio 1959 (Stati Uniti)

Durata: 93 min

Dati tecnici: B/N

Genere: drammatico

Regia: Robert Aldrich

Soggetto: Lawrence P. Bachmann

Sceneggiatura: Robert Aldrich, Teddi Sherman

Produttore: Michael Carreras

Casa di produzione: UFA Studios, Seven Arts–Hammer Films

Fotografia: Ernest Laszlo

Musiche: Kenneth V. Jones

Interpreti: Jack Palance, Jeff Chandler, Martine Carol, Robert Cornthwaite, Dave Willock, Wesley Addy, Jim Goodwin, Virginia Baker, Richard Wattis, Nancy Lee, Charles Nolte, Jim Hutton