La Tour de glace (The Ice Tower) si colloca all’intersezione tra Dario Argento e Hans Christian Andersen, un cinema intimo, immaginifico e a tinte fosche, con un certo gusto per la mise en abyme. L’intrigante mescolanza di thriller psicologico, romanzo di formazione e fiaba di Lucile Hadžihalilović si snoda in un labirinto psicoanalitico e metacinematografico di opposizioni e simmetrie. Sogno e realtà si compenetrano. Jeanne (Clara Pacini) fugge dalla casa famiglia che la ospita per vedere la città. Trova un rifugio di fortuna su un set cinematografico in cui si gira un adattamento de La regina delle nevi. Tra le fiabe di Andersen è la preferita di Jeanne, che ruba i documenti a una ragazza e si intrufola tra le comparse. Entra così nelle grazie della splendida Cristina (Marion Cotillard), diva scostante e capricciosa, con cui intreccia un rapporto ambiguo. Jeanne ha perduto la madre da piccola, la “Regina” si impone alla sua fantasia come un surrogato malevolo e sessualmente conturbante. Cristina assume un atteggiamento predatorio nei confronti della ragazza: in un violento amplesso sembra volerla fagocitare. Già prima, stringendola sul ciglio di un burrone, le aveva proposto una “fuga”. Jeanne, in un sussulto di coscienza, si oppone al cupio dissolvi a cui pure, di tanto in tanto, sembra alludere quel suo sguardo vorace, ardente. “Verrà la morte e avrà i tuoi occhi”, scriveva Pavese. Jeanne guarda, e il mondo finisce colonizzato dalla sua fantasia macabra, al punto tale che risulta impossibile distinguere i fondali montuosi disegnati sul set dai paesaggi reali. Persino un pattinodromo assume le sembianze di luogo liminare, come in un film di Lynch.
Gli anni Settanta di La Tour de glace richiamano l’adolescenza di Hadžihalilović, i suoi primi incontri con il cinema. L’identificazione della regista non è con l’auteur Dino Dorato (chiaro omaggio ad Argento, interpretato da Gaspar Noé) ma con Jeanne, a cui La Tour de glace assegna la funzione di depositaria dell’immaginifico. Ambientato negli anni Trenta, il film nel film somiglia a un lungo delirio ad occhi aperti – il delirio di Jeanne. In ogni fiaba che si rispetti c’è un oggetto magico. Il cristallo prelevato dal vestito di scena di Cristina, con cui la ragazza si diverte a scomporre la luce in riflessi colorati, sembra contenere il segreto del vasto regno della Regina. Una metafora perfetta della macchina da presa come dispositivo ottico di scomposizione e ricomposizione del reale, e, insieme, la celebrazione del potere delle immagini, forse il vero tema di La Tour de glace.
Ed è proprio sulla forza delle immagini che punta Hadžihalilović. I paesaggi montuosi esaltati dal cinemascope, gli interni claustrofobici, i toni naturali contrapposti alla violenza artificiale delle luci del set illustrano plasticamente l’interiorità delle due protagoniste, ugualmente ambigue e tormentate. Agli occhi di Cristina, Jeanne è ciò che è stata e non è più, un ideale di purezza adolescenziale. Dietro l’apparenza algida della consumata diva si nasconde una creatura ferina, passionale e insospettabilmente fragile. Del resto Jeanne, che assume il nome fittizio di Bianca, non è così ingenua come sembra. Ossessionata dall’immagine della madre morta, è una ladra e una bugiarda. Nel confronto tra le due figure femminili sembrano manifestarsi i fantasmi di Wilder e Mankiewicz. Partecipe dell’ambiguità impenetrabile e diffusa del film è l’unico personaggio maschile di un certo rilievo, Max (August Diehl), malinconico cavalier servente di Cristina. Il terzetto di personaggi agisce seguendo il filo di invisibili moventi interiori. Lo spettatore li osserva come attraverso una lastra di ghiaccio.
Scheda del film
Paese di produzione: Francia, Germania
Anno: 2025
Data di uscita: 17/09/2025 (Francia)
Genere: drammatico
Regia: Lucile Hadžihalilović
Sceneggiatura: Lucile Hadžihalilović, Geoff Cox
Produttore: Muriel Merlin, Victor Hadida, Ingmar Trost
Casa di produzione: 3B Productions, Davis Films, Sutor Kolonko, Arte, Bayerischer Rundfunk
Fotografia: Jonathan Ricquebourg
Montaggio: Nassim Gordji Tehrani
Interpreti: Marion Cotillard, Clara Pacini, August Diehl, Gaspar Noé, Marine Gesbert, Lilas-Rose Gilberti
