“Together” di Michael Shanks e il sogno impossibile dell’Unione

Il "sogno dell'unione totale con l'essere amato" (Barthes) si trasforma in un incubo
Dave Franco e Alison Brie in una scena di "Together", l'horror di Michael Shanks del 2025, qui recensito

«Water of love / deep in the ground», cantava Mark Knopfler. Chissà se Michael Sharks conosce i Dire Straits; certo è che questo suo intrigante debutto cinematografico trasforma la fonte dell’amore eterno in una maledizione. La sfortunata coppia protagonista è composta da Dave Franco e Alison Brie, sposi nella vita. Lui è Tim, trentacinquenne fragile e traumatizzato, aspirante musicista; lei è Millie, insegnante appassionata e idealista, un po’ fidanzata e un po’ mamma. Sono in crisi, perciò si trasferiscono in campagna, dove lei potrà esercitare fino in fondo la sua vocazione e lui ritrovare la tranquillità dopo la traumatica dipartita dei genitori. Le cose vanno subito storte: durante una gita nei boschi, complice un nubifragio, i due precipitano in una grotta all’interno della quale si spalanca un misterioso cratere-orifizio pieno di acqua. Tim, assetato, ne approfitta. L’inquietante dungeon è lo stesso visto nel prologo del film, incentrato sulla scomparsa di una coppia e culminato nell’orrenda mutazione di due cani che proprio lì, a quella fonte, si erano abbeverati.

Le coordinate cinematografiche di Together sono chiare da subito: Carpenter e la sua Cosa, e il body horror di Yuzna, Cronenberg & figli (la Coralie Fargeat di The substance). Ma Sharks, anche sceneggiatore, non resiste alla tentazione di nobilitare il racconto con un sottotesto filosofico. Cita espressamente il mito dell’Androgino di Aristofane, contenuto nel Simposio di Platone, secondo cui gli uomini furono creati con due teste, quattro braccia e quattro gambe e, per questo, divisi in parti uguali da un preoccupatissimo Zeus.

L’amore, in quest’ottica, è una sete primigenia e disperata, l’incontrollabile forza rabdomantica attraverso la quale riconosciamo e ci congiungiamo (spiritualmente) con la nostra metà. Lungo il percorso, però, subentrano interessi, egoismi, ambizioni che possono distogliere dalla meta. La fonte “miracolosa”, venerata da un’antica setta di cui sopravvive un ultimo adepto (l’insospettabile vicino gay), promette di risolvere radicalmente la questione in nome di una diabolica rivincita su Dio e il Mondo. Dopo aver sperimentato l’attrazione adesiva delle rispettive carni ed essersi scambiati i fluidi in un febbrile amplesso nei bagni della scuola, Tim e Millie finiscono letteralmente col fondersi in un ibrido modellato (male) dalla CGI al suono di 2 become 1 delle Spice Girls. È, questo, l’Uno in cui, secondo Roland Barthes, gli amanti sognano di trasformarsi, un nuovo ultracorpo che, impenetrabile allo sguardo della macchina da presa, sembra ironizzare sul narcisismo dell’era social. “You are one”, recitava il misterioso promo di The substance, traducendo le pratiche di empowerment neoliberista nell’eterno ritorno di un uguale-a-sé più ruffiano, meglio tarato sulle aspettative del Grande Altro sociale. Il lapidario titolo del film di Sharks, con quel “together” (“insieme”) che si staglia terribilmente ambiguo su un poster che ricorda l’estasi abissale di Nymphomaniac, è un frutto avvelenato che cade non troppo lontano.

«Quando muoio non voglio che la vita di qualcun altro mi lampeggi davanti agli occhi», dice un amico di Tim. Dave Franco incarna la crisi di un’intera epoca, contesa schizofrenicamente tra l’ossessione egotica e lo smarrimento della solitudine. Senza riguardo al cliché, nel film di Sharks è il maschio irrisolto a rappresentare il vertice della sensibilità. Tim non guida, si fa scarrozzare da Millie come un adolescente, è lei a fargli (in ginocchio) la proposta di matrimonio. Sulla sua testa pende come un’oscura maledizione: la madre custodì il corpo in decomposizione del padre per giorni. Rivede la scena più volte nei suoi incubi, ma quando l’ipotesi di annullarsi in Millie pare sul punto di concretizzarsi, Tim sceglie di non fuggire. Se per debolezza o vero amore, a ciascuno il giudizio.

Together

  • Regia: Michael Shanks
  • Sceneggiatura: Michael Shanks
  • Produttori: Dave Franco, Alison Brie, Mike Cowap, Andrew Mittman, Erik Feig, Max Silva, Julia Hammer, Timothy Headington
  • Interpreti principali: Dave Franco, Alison Brie, Damon Herriman
  • Direttore della fotografia: Germain McMicking
  • Montaggio: Sean Lahiff
  • Musiche: Cornel Wilczek
  • Case di produzione: Picturestart, Tango Entertainment, 30West, 1.21, Princess Pictures